Sconto in fattura VS Cessione del credito: come funzionano?

  • 4 mesi fa
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Cessione credito

Queste agevolazioni sono state introdotte con il Decreto Rilancio in relazione ai Bonus Casa. Ma come funzionano? E quale conviene di più?

L’edilizia è un punto centrale per il rilancio dell’economia italiana nei prossimi anni.

La pandemia, lo sappiamo, ha messo in ginocchio molti comparti produttivi chiave del nostro Paese.

Dalla ristorazione all’industria dello spettacolo, passando per lo sport e il turismo, non esiste settore che non sia stato interessato dalle restrizioni in un modo o nell’altro.

Il Governo ha cercato (e sta cercando tuttora) di tamponare l’emergenza e pianificare la ripresa, puntando in particolar modo su edilizia e rinnovamento verde.

Il Decreto Rilancio ne è un esempio: Superbonus 110%, Ecobonus, Sisma bonus, bonus Facciate…

Sono tutte agevolazioni che mirano a conciliare interventi edili, energetici ed impiantistici, al fine di risollevare l’economia e mettere in campo la svolta ecosostenibile voluta dall’Europa.

In questo contesto, la Legge prevede due strumenti: lo sconto in fattura e la cessione del credito.

Vediamo come queste due modalità differiscono fra loro e quale delle due conviene di più!

LO SCONTO IN FATTURA

Lo sconto in fattura permette è un vero e proprio sconto applicato dalla ditta a cui sono affidati i lavori.

Questo sconto è pari alla percentuale della detrazione prevista dal Bonus di cui si vuole usufruire.

Facciamo un esempio: se il contribuente decide di avvalersi del Bonus Ristrutturazioni al 50%, lo sconto in fattura corrisponde al 50%. 

Quindi per una spesa per ristrutturazione di 10.000 €, il contribuente dovrà pagare solo 5.000 €, mentre gli altri 5.000 € verranno anticipati dalla ditta che provvederà a recuperarli nel tempo o a cederli ad enti terzi.

Va da sé che l’unica agevolazione non coperta totalmente dallo sconto in fattura è il Superbonus 110%, in quanto non sarebbe possibile abbattere più del costo totale dei lavori.

LA CESSIONE DEL CREDITO

La cessione del credito ha un funzionamento diverso.

Questa modalità prevede la vera e propria cessione della detrazione ad un ente terzo  (fornitori di beni, esercenti di attività autonome, banche, società, ecc.), che provvederà a rimborsare della percentuale corrispondente il contribuente.

Un esempio pratico?

Torniamo alla nostra ristrutturazione da 10.000 €, con Bonus al 50%.

Se il contribuente decide di cedere il credito a un ente terzo, dovrà saldare normalmente la fattura alla ditta dei lavori.

Successivamente, stipulerà un accordo con l’ente che lo rimborserà del 50% della fattura (quindi 5.000 €).

PERCHÉ CONVIENE USUFRUIRE DI QUESTE AGEVOLAZIONI?

La convenienza maggiore si ha nella liquidità immediata, anche se questa comporta dei costi.

Poniamo il caso che il contribuente non voglia usufruire di nessuna di queste agevolazioni.

Lo Stato rimborserà le spese per i lavori nel tempo, in genere detraendole dalle tasse tramite rate che si spalmano in un arco temporale che arriva fino ai 10 anni.

In sostanza, nel nostro esempio, i 5.000 € di agevolazione saranno rateizzati in 10 rate annuali da 500 €, detratte dalle spese fiscali del contribuente.

Invece, usufruendo dello sconto in fattura o della cessione del credito, il contribuente avrà a disposizione liquidità immediata.

Quale scegliere tra le due modalità?

Questa scelta rimane a discrezione del cittadino, non esiste una risposta univoca.

In generale, lo sconto in fattura non è alla portata delle ditte più piccole, le quali hanno difficoltà ad anticipare liquidità.

Inoltre, spesso accade che le ditte applichino una maggiorazione in fattura dovuta ai costi applicati dalla banca per la cessione del credito maturato dopo lo sconto.

La cessione del credito è più accessibile, tuttavia gli enti creditizi applicano dei costi (calcolati in percentuale) per questa pratica.

Per esempio, se il credito ceduto alla banca ammonta a 5.000 € e i costi ammontano al 20%, ci verranno restituiti 4.000 €. 

CONCLUSIONE

Quindi che fare?

Teoricamente, l’unica agevolazione che garantisce il totale recupero della percentuale prevista dal Bonus è la detrazione, ma come abbiamo visto questa viene spalmata in un arco temporale lungo (e quindi non esente da rischi).

Sconto in fattura e cessione del credito hanno un costo, è vero, ma garantiscono liquidità immediata.

La scelta deve essere fatta in base alle esigenze del momento: ti servono soldi subito? Allora meglio optare per la cessione o lo sconto! 

Non hai esigenze di liquidità immediata? Allora vale la pena valutare la detrazione statale.

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